Si può dire che conosciamo di più la storia del medioevo di quella recentissima che parte dall’anno della mia nascita sino ad arrivare giusto agli anni ottanta del secolo scorso. Se ne ignoro anch’io numerosi fatti, i come e i perché, figuriamoci tutti quelli che ancora non hanno compiuto 40 anni a meno che non se ne siano interessati per loro conto. Poco c’è di scritto, pochissimi libri che ricordano quegli anni e soprattutto in questi ultimi tempi c’è stata pure una sorta di censura o peggio di denigrazione verso quel periodo.

Prima e dopo il sessantotto è la storia della mia vita ed è la storia recente di tutti noi. Per questo ho creato questo blog, che ricorre in modo cronologico il periodo prima e dopo il ’68. Ci metterò tutto ciò che mi viene in mente e che mi parrà degno d’interesse senza escludere ciò che mi frulla in testa.

Kamala

venerdì 9 dicembre 2011

Cultura e democrazia


Rispondo con un post al commento di Loris che mi ha lasciato qui.

Gli Stati Uniti in fondo non sono altro che un enorme spot pubblicitario mondiale della democrazia.
Una società che si basa sulla menzogna, sistema estremamente efficace e di facile esportazione tanto da divenire in Italia una barzelletta governativa.
Quello che l’America ha messo in atto in questi ultimi anni, in modo anche efficace, è stato omologare tutta la cultura mondiale secondo un modello dominante, il suo.
Popolazioni unite dalla farsa ideologica della democrazia vedono sgretolarsi tra le mani le proprie tradizioni e modelli di vita, lasciando un vuoto culturale, non solo come identificazione col proprio territorio ma anche come cultura ideologica. Si è formata come una grande sacca di inutilità mediatica così strabordante di banalità, ma che riempie completamente il cervello degli individui (vedi reality ma anche dibattiti politici) da non lasciar posto a nessuna forma di consapevolezza, di vera analisi e presa di coscienza dei problemi reali. Questo per quello che riguarda la massa.
Tuttavia sono convinta che esistano ancor oggi una buona quantità di intellettuali di grande valore purtroppo relegati nell’ombra, oscurati. Per chi detiene il potere finanziario, e di conseguenza il controllo della società, la situazione attuale è così facilmente gestibile che  necessita di poche dispersioni economiche e umane per mantenerla tale. L’unico obbiettivo resta quello di isolare gli intellettuali relegandoli in una presunta fascia di inutilità economica da convincerli a vendersi tutt’al più a qualche giornale sotto la supervisione di mamma democrazia. Ecco che quindi ci sono sempre più persone colte ma senza reali contenuti e magnifici cervelli a riposo in parcheggi a pagamento impegnati a tirare a campare.
Benché si sia tutti in accordo sul rifiuto dell’impoverimento e dell’isterilimento dell’uomo nel sistema del monopolio capitalistico non esiste una forte base sociale legata alle correnti popolari. L’essere umano, non avendo una direzione di sfogo nel presente reale, interiorizza. Di conseguenza ne scaturisce uno sfrenato soggettivismo basato su esacerbanti lamentazioni.
Questa crisi potrebbe essere un grande incentivo per far ripartire le menti; la precarietà, il lavoro che viene a mancare ogni giorno sempre di più, lo sbando sociale non possono essere che la grande forza propulsiva per rimettere in moto un processo culturale indipendente di nuovo valore.
Il rischio poi che i pensieri intellettuali più divulgati siano quelli comunque sostenuti dalle ONG statunitensi è grosso, come sta succedendo nel nord Africa ultimamente.
Kamala


18 commenti:

  1. divido il commento in più risposte....
    -Guardati i primi 2 minuti di IDIOCRACY il resto del film è un porcaio ma i 2 minuti inizali sono magnifici.
    -Gli USA hanno esportato troppa democrazia in giro per il mondo e a forsa di esportarla l'hanno esaurita.
    -Per far ripartice il cervello va eliminata la TV in casa è un anno che non la ho più... i benefici sono così tanti che non li posso elencare... migliora anche la qualità dell'informazione personale

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  2. io sono video dipendente eppure nessun effetto ha su di me......
    da giovane ho fatto 5 anni senza tv e non c'era neppure internet.....uscivamo tutte le sere.....

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  3. ok te guardi la tv ma non ti lobotomizza a differenza dell'italiano medio...
    ma se non hai la tv esci e ti confronti con altre persone o leggi e ti acculturi comunque...

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  4. leggo anche fin troppo a dir la verità....ahahah....
    guarda...ci sono due fattori determinanti...
    1° dove abito io fuori casa non c'è niente da fare....
    2° ciò pure un'età che alla sera son stanca....ahahah...
    una vecchietta insomma.....
    Sì l'italiano, ma anche nel resto del mondo, e non solo medio ma anche di cultura è veramente rincitrullito dalla tv......

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  5. rincitrulliti... forse lo hai letto ma te lo posto come esempio:
    http://sclerieferridastiro.blogspot.com/2011/07/alle-volte-ascoltano-alle-volte.html

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  6. ho bisogno di un po di tempo per risponderti, nel frattempo grazie di avermi fatto conoscere Atrox: leggere alcuni dei suoi post mi hanno rimesso in parziale pace col mondo.
    di commento al post non voglio anticipare niente :-)

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  7. Atrox......non lo avevo letto ma l'esempio calza a pennello.......
    Mio padre ci proibì la tv a tavola...litigavamo tutto il tempo ma almeno si parlava....

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  8. Loris.......pensa che io non mi ero ancora iscritta nel suo blog...a volte certe cose mi sfuggono.....
    Credo di non aver scritto delle grandi novità in questo post.
    Mi arrovello pensando come si potrebbero migliorare le cose, ma non ho soluzioni accidenti....

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  9. Ciao Kamala, scusa l'assenza e scusa la presenza. Ho cambiato casa e tutt'ora non riesco ad avere un accesso ad internet decente, ma spero settimana prossima d'aver risolto il problema.

    Il tuo blog è sparito e mi chiedo il motivo. Probabilmente una motivazionescritta c'è stata, ma non riuscendo a connettermi a dovere e non solo psichicamente, me la sono persa. Ti seguo qua, mi fa piacere che tu ci sia ancora e comunque.
    Abbraccione.
    Matteo

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  10. C’è qualcuno che sostiene che tutto ha un prezzo.
    Quella che tu chiami omologazione, penso sia la capacità del capitalismo di servirsi di ciò che anche è contro di lui, ma che si piega alla fine, alle leggi di mercato.
    Voglio esagerare nella banalizzazione, ma forse è il sistema migliore per cogliere le contraddizioni. Quanti sono gli intellettuali dichiaratamente di sinistra che dipendono editorialmente dalla Mondatori?
    Ovviamente niente da poter confrontare con le raffinate qualità del capitalismo d’oltre oceano, ma sicuramente un elemento di riflessione.
    In Italia a metà degli anni 70 il PCI rinunciava a priori ad intervenire su quella che era una evoluzione tecnologica nella diffusione dei media di massa, denunciando correttamente il pericolo di concentrazioni, ma nello stesso tempo difendendo un anacronistico monopolio di Stato in tema di tv e radio. Il risultato è che la concentrazione è andata avanti comunque, colonizzando di fatto anche quelle che dovevano essere le “riserve indiane” del servizio pubblico.
    La mancanza di capacità nel saper arginare una concentrazione atipica di “produzione di cultura” è il risultato di una “piattaforma culturale” che purtroppo ben conosciamo.
    Nel rapporto con gli intellettuali a mio parere, tra la condizione italiana e quella internazionale è che fuori dall’italia gli intellettuali alternativi al sistema sono come le sostanze stupefacenti somministrate “sotto controllo” mentre da noi il proibizionismo è imperante. Talmente imperante da aver debellato il “consumo” e ritornare così a ciò che rimane: i suonatori di piffero, per ricordare l’approccio di Vittoriani sul ruolo degli intellettuali.
    In tutto questo contesto la democrazia è la foglia di fico dietro la quale nascondere le proprie vergogne e le alternative le vai a ritrovare in quelle società, che talmente deboli da essere state per centinaia d’anni succubi e subalterne alle forme di colonialismo e di capitalismo, oggi come frutti maturi interrompono il loro rapporto con la pianta principale (Bolivia, Venezuela) riscoprendo forme di socializzazione ed economiche più conformi ai territori delle popolazioni stesse. Più “sostenibili”.

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  11. Squilibrato........niente scuse...si va e si viene a piacimento .....comunque mi fa piacere che ci sei e sai quanto ammiro i tuoi equilibrismi verbali.
    Di quell'altro blog ero stanca e l'ho chiuso.
    baci

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  12. Loris.......non posso che essere d'accordo su tutto.
    Ben detto......smack...

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  13. molti sostengono che anche dietro le rivolte nord-africane, ci sia lo zampino a stelle e strisce.
    una volta conveniva gettare le bombe. oggi si muovono le folle a distanza ma l'obiettivo resta il medesimo: controllare le menti.
    stasera mi sento a te piu' vicino, prova a leggere il mio ultimo post.
    forse non mi hai ancora capito, piu' che di destra mi ritengo un indipendente, tu mi definiresti anarchico...
    un bacio!
    p.s. spero in un tuo intervento sul mio blog

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  14. Avevo fatto ricerche in merito al movimento 6 aprile e confermo non solo lo zampino ma tutte le mani dei grandi finanzieri e sono quelle rivoluzioni colorate di cui ogni tanto parlo.
    Anarchico?.....ahahahah...nooooooo.....
    vuoi una mia definizione? sei un uomo di destra che si è avvicinato al pensiero della sinistra e guarda con occhio critico entrambi...e lo trovo una buona cosa...
    bacio

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  15. ...sei anche molto psicologa...brava!
    comunque anarchico non e' solo chi mette le bombe...ma chi non si adegua al sistema.
    un bacio anche a te.
    p.s. napoli ti aspetta...

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  16. era un caso semplice da risolvere....ahahha....
    gli anarchici non lo vogliono un sistema.....

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  17. grazie per la pubblicità... anche se ho iniziato da solo :P

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