Si può dire che conosciamo di più la storia del medioevo di quella recentissima che parte dall’anno della mia nascita sino ad arrivare giusto agli anni ottanta del secolo scorso. Se ne ignoro anch’io numerosi fatti, i come e i perché, figuriamoci tutti quelli che ancora non hanno compiuto 40 anni a meno che non se ne siano interessati per loro conto. Poco c’è di scritto, pochissimi libri che ricordano quegli anni e soprattutto in questi ultimi tempi c’è stata pure una sorta di censura o peggio di denigrazione verso quel periodo.

Prima e dopo il sessantotto è la storia della mia vita ed è la storia recente di tutti noi. Per questo ho creato questo blog, che ricorre in modo cronologico il periodo prima e dopo il ’68. Ci metterò tutto ciò che mi viene in mente e che mi parrà degno d’interesse senza escludere ciò che mi frulla in testa.

Kamala

lunedì 20 maggio 2013

I have a dream



Il celebre discorso “I have a dream”,  pronunciato da Martin Luther King  passato alla storia  come espressione della nuova consapevolezza e dei nuovi desideri che univano, mai come prima, la popolazione nera statunitense attorno alla questione dei diritti civili, si tenne nella città di Washington il 28 agosto 1963 all’interno della famosa marcia nominata “Jobs and Freedom” che riunì ben 200.000 persone.



Nella primavera del 1963, a Birmingham (Alabama), una tra le più razziste città d’America, roccaforte del Ku Klux Klan, la popolazione nera iniziò una serie di manifestazioni, sit-in e marce, per la promozione dei diritti civili degli afroamericani. Un tipico sit-in consisteva nell’entrare in un locale "proibito" ai neri, sedersi sul pavimento finché la polizia non interveniva per sgombrare: gli attivisti non reagivano alle violenze verbali e fisiche della polizia, ma si lasciavano trascinare fuori dai locali fino alle prigioni. La polizia locale, che appoggiava la segregazione, non mancò di usare i cani - lanciandoli contro la folla - e gli idranti dei mezzi dei pompieri.

giovedì 28 marzo 2013

Scoprirsi giovani - anni ‘60



Mi risulta difficile cercare di spiegare cosa significava essere giovani in quei primi anni sessanta, quando ancora tutto era in divenire, quando persino una tv in b/n era un lusso, quando era una rarità recuperare musica straniera e anche ascoltare musica in generale. Io poi ero una bimba di pochi anni e i miei genitori  erano già verso la trentina. Se considerate che si era già adulti a 15 anni, a 30 eri quasi vecchio a differenza di adesso che sei ancora un bamboccio.
Mi verrebbe da dire che il mio sentirmi adolescente negli anni settanta non doveva essere tanto diverso da quello di un decennio prima ma non credo proprio  possa essere stata la stessa cosa. A parte il televisore e il telefono, che erano entrati in tutte le case, la tecnologia non aveva ancora fatto quei passi da gigante che ci porterà al totale cambiamento delle abitudini. Però in sostanza, così come io mi trovavo al bar a giocare a calcetto o a flipper ascoltando la musica dai jukebox, anche i giovani degli anni sessanta lo facevano.


Ciò che a mio parere determinò invece una grande rottura col passato tra le generazioni dei primi anni sessanta e quelle precedenti fu il sempre più diffuso inserimento dei bambini nelle scuole. Se prima essi vivevano sempre in un contesto di adulti e appena ne erano in grado dovevano andare con loro a lavorare, in campagna o in fabbrica o presso le botteghe artigianali, ora i ragazzi si trovano tra di loro nell’ambito scolastico. Alla famiglia si sostituisce la scuola, come luogo privilegiato in cui si compie la socializzazione. In questa situazione il giovane vive la maggior parte del suo tempo a contatto con altri giovani della sua stessa età, dando luogo ad una specie di società “separata” all’interno della società globale. Ecco che i giovani si possono confrontare tra di loro parlare dei loro problemi, farli emergere e cercare di migliorarsi. Ai giovani inizia a piacere trascorrere del tempo tra di loro. Iniziano a volersi differenziare dai loro genitori cercando alternative forme non solo di abbigliamento ma anche di comportamento. E’ una trasformazione che si compie abbastanza velocemente in tutto il mondo e che nella storia non trova riscontro. Se si inizia a capire questo si può comprendere la forza di questo grande rinnovamento.
Kamala

mercoledì 27 marzo 2013

"Please Please Me"


Chi mi segue in questo blog sa che sto cercando di ripercorrere cronologicamente gli anni sessanta e settanta per comprendere come un periodo così rivoluzionario sotto tutti i punti di visti abbia potuto degenerare negli anni ottanta per planare nella misera situazione in cui versiamo oggi. E’ uno studio che ho iniziato come mia ricerca personale e che ho voluto portare in rete a disposizione di chi ne fosse interessato notando anche che spesso sento parlare di quegli anni come se fossero stati troppo mitizzati. Questo accade soprattutto tra i nuovi quarantenni, coloro che si nutrono della musica di quel periodo ma che furono adolescenti negli ottanta, quando ormai tutto iniziava ad accelerare,
anche il deterioramento dell’essere umano quanto tale.
Ogni tanto sforo anche nella contemporaneità, quando ho voglia di buttar fuori un po’ di pensieri miei su ciò che stiamo vivendo. Assomiglia a uno sfogo, necessità di vomitar le sensazioni, di renderle tangibili, per poi tornare a leggermi dopo tempo e analizzare quanto avevo intuito e quanto sbagliato.

Comunque ritornando a noi. Con gli ultimi articoli avevo raggiunto la fine del 1962.
Questo un post che avrei dovuto fare qualche giorno fa ma insomma eccolo qua.



22 marzo 1963, cinquant’anni fa esce il primo album dei Beatles "Please Please Me".
Alle 10 del mattino dell’11 febbraio 1963, i Beatles si riuniscono presso gli studi di Abbey Road a Londra per incidere un album di debutto. Dodici ore dopo, l'avevano registrato.

- I Saw Her Standing There (Lennon, McCartney) - 2:55
- Misery (Lennon, McCartney) - 1:50
- Anna (Go to Him) (Arthur Alexander) - 2:57
- Chains (Goffin/King) - 2:26
- Boys (Dixon/Farrell) - 2:27
- Ask Me Why (Lennon, McCartney) - 2:27
- Please Please Me (Lennon, McCartney) - 2:03
- Love Me Do (Lennon, McCartney) - 2:22
- P.S. I Love You (Lennon, McCartney) - 2:05
- Baby It's You (David/Williams/Bacharach) - 2:38
- Do You Want to Know a Secret (Lennon, McCartney) - 1:59
- A Taste of Honey (Scott/Marlow) - 2:05
- There's a Place (Lennon, McCartney) - 1:52
- Twist and Shout (Medley/Russel) - 2:33



Avevano già alle spalle il singolo “Love me do”, registrato nell’ottobre del ’62 e “Please Please Me” nel gennaio del ’63 poi inclusi anche nell’album d’esordio.
L’album rappresenta un’innovazione nel panorama della musica britannica di quel periodo. All'epoca i 33 giri avevano in genere 12 canzoni, 6 per parte. I Beatles, per la delizia dei loro fans di tutto il mondo, pubblicarono un disco con ben 14 canzoni, sette per parte.
Il disco contiene brani pubblicati qui per la prima volta, e questa fu una novità per i tempi, quando gli LP non erano altro che raccolte di canzoni già pubblicate su 45 giri. Inoltre i gruppi inglesi si limitavano in genere a eseguire cover di canzoni d’oltreoceano, perciò Please Please Me, con gli otto pezzi originali firmati dal duo Lennon McCartney, aprì la strada al futuro, prolifico rock inglese.
In Italia l'album uscì il 26 Novembre 1963, ma con titolo e copertina diversi: era infatti chiamato semplicemente "The Beatles", pur se le canzoni contenute erano le stesse della versione britannica,
Il produttore George Martin convocò i quattro ragazzotti di Liverpool nella sede della Emi, a Londra in Manchester Square, e gli chiese di sporgersi dalla ringhiera della tromba delle scale. Sorriso. Clic! Ecco, in due righe, la copertina dell’album Please Please Me, nello scatto di Angus McBean, fotografo surrealista gallese. Da sinistra a destra, Ringo, da poco entrato nel gruppo, Paul, George e John.
«Di base si tratta di rock and roll, ma meno formale e leggermente più inventivo», scriverà qualche mese dopo l’uscita il «New York Times Magazine».
Certamente, all'epoca, nessuno avrebbe potuto immaginare che quanto era uscito dagli studi di Abbey Road da lì fino al 1970 sarebbe stato il riferimento, il "big bang" che diede inizio ad una rivoluzione straordinaria non solo in ambito musicale ma anche del modo di vivere di intere generazioni. Detto così dice ben poco; non si riesce a centralizzarne emotivamente il passaggio, come delle semplici canzonette, così come oggi ci appaiono, abbiano potuto innescare un processo di autocoscienza collettiva in una generazione che si scopriva internazionalmente giovane e con grandi potenzialità derivate dai loro sogni collettivi. Sì perché prima di allora i giovani non esistevano. Si passava da un’età infantile a quella adulta, con l’inserimento precoce nel mondo del lavoro, il matrimonio e la famiglia senza possibilità di scampo, senza alternativa.
Insieme ai Beatles, tutta una generazione si libera dell'influenza soffocante dei genitori, dei professori, dei poliziotti. La frattura è netta ed irreversibile. Riconquistare gli spazi pubblici, invadere aeroporti, teatri, strade, ristoranti, alberghi, solo per essere lì, per vederli, per toccarli: sembra un delirio ma è una presa di coscienza, una liberazione. Un grido di affermazione, un desiderio non represso di vita. La gioia che precede la rivoluzione.
Kamala




mercoledì 20 marzo 2013

Cambiamenti


Annuso l’aria e sento che è tempo di grandi cambiamenti.
Dopo 20 anni di immobilità la nostra politica comincia a dare finalmente segnali di  trasformazioni, ancora deboli ma carichi di ottime intenzioni. C’è tutta una frangia pronta a  denigrare il m5s “il dittatore Grillo”  per dirne una.  Ben sappiamo che alla sinistra andavano bene i soliti Schifani e combriccola di delinquenti pluri condannati. In questi anni, la sinistra italiana, non ha mai né detto né tantomeno fatto qualcosa per combatterli seriamente, come il popolo a gran voce gridava.
La novità dei grillini in parlamento sprona la sinistra a fare i conti con se stessa. Si vocifera che fosse già tutto organizzato ma francamente io non lo credo affatto. Guardo i notiziari televisivi e vedo nuove facce e mi chiedo: grillini?....no, sono del pd. Ma dove erano prima? Ma son sempre stati lì è che adesso è venuto il momento buono di mostrarli. Almeno apprezzo il loro sistema di avvicinarsi alla volontà popolare che vuole rinnovamento tra le file del partito. Cazzo….il pdl candida Schifani e Brunetta, dai su…..!!!!
Benché nutra moltissime riserve sui nuovi presidenti delle camere sono già felice, no…..di più, sono entusiasta che non ci siano più il fascista Fini e il mafioso Shifani, e se vi par poco questo!!??!!
Dicevo mantengo le mie perplessità nei confronti di Grasso, e sì, per le sue dichiarazioni dell’anno scorso, maggio 2012 durante la trasmissione di Radio 24 “La Zanzara”: “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto delle leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi. Siamo arrivati a quaranta miliardi di euro”. Il candidato della lista Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, in campagna elettorale, ha ricordato che Grasso divenne Procuratore nazionale antimafia “scelto da Berlusconi in virtù di una legge con cui venne escluso Giancarlo Caselli, colpevole di aver fatto processi sui rapporti tra mafia e politica”. Ahi ahi ahi……Possibile che il consulente di Giovanni Falcone non conosca gli affari sporchi che legano Berlusconi alla mafia? Non è possibile vero? Personaggio molto ambiguo questo Grasso. Ma in fondo dice anche la verità, perché è vero che è stato fatto qualcosa contro la mafia, ma per distruggere i clan rivali ai politici in parlamento.
Passiamo della Boldrini. Bella donna, discorso di introduzione alla camera piacevole, per lo meno fuori dagli schemi classici che il paese ci ha abituato in questi ultimi anni. La faccia buonista della NATO. No, dico, l’ho scritto abbastanza grande NATO???? In pratica quella che si occupa di trovar rifugio ai disperati ai quali hanno fatto guerra per i loro cazzutissimi interessi. Volete saperne di più? Leggete qui.
Quindi Grillo e i suoi mi paiono legittimamente dubbiosi sugli inizi di questa nuova fase politica. Ma del resto da qualche parte bisognava pure cominciare. Ricordiamoci che non c’è stata una vera e propria rivoluzione. Tutto è sempre uguale, siamo inseriti in un sistema ben preciso, o cambiamo quello o cerchiamo di combatterlo al suo interno. La differenza è che si è inserito un tarlo nel mobile d’epoca e deve pian piano compiere il suo lavoro dall’interno; distruzione o rinnovamento vero e proprio? Staremo a vedere.
Non sono d’accordo su chi percepisce Grillo come un dittatore. E’ vero che c’è sempre la possibilità che dare potere a una persona sola può ritorcerci contro. Ma in realtà Grillo è fuori dai poteri veri e propri; lui si arrabbia perché i suoi non stanno alle regole che il movimento aveva sottoscritto per i parlamentari e questo mi pare più che logico, per lo meno dal loro punto di vista, in ragione del fatto che l’hanno firmato. Non sono d’accordo in verità sul filmare tutte le assemblee dei parlamentari 5 stelle per poi essere messe in rete. E’ un bene che fra di loro si discuta che ci possa essere anche del dissenso, ma poi ciò che deve uscire da lì è la decisione che la maggioranza di loro ha stabilito. E questo perché coinvolgere tutta la popolazione non potrebbe che creare caos e alla fine un nulla di fatto. La mia esperienza teatrale, nel mio piccolo, mi è stata d’insegnamento. Finché tutti potevano dir la loro non si progrediva di un solo passo. Così è stato deciso di scegliere un capo che fungesse sia da coordinatore artistico che da regista e che avesse sempre l’ultima indiscussa parola su tutto; o ti sta bene così, o te ne vai altrove. Ha funzionato da subito, da un ammasso di casino, quale eravamo, siamo diventati un gruppo che ha saputo costruire qualcosa di piacevole per sé e per gli altri. Come figura di riferimento sono stata scelta io; comunista, atea, dagli indubbi atteggiamenti poco ortodossi in un ambiente oratoriale, lontano da me mille miglia. Ma credetemi i miei peggiori nemici sono stati sempre coloro che erano dalla mia parte politica. Tutto questo sarebbe un altro discorso piuttosto lungo che c’entra si e no con quanto volevo dirvi. Insomma la mia figura di “dittatore” all’interno del gruppo ha permesso alla compagnia teatrale di svilupparsi. Che sia merito anche delle mie capacità? Capacità non solo artistiche ma anche di venir incontro alle esigenze dei più sempre mantenendo integra la dignità di tutti? Io ascolto sempre tutti ma alla fine decido sempre io e mi assumo la responsabilità anche di sbagliare.
Intendo dire che è necessaria la figura di una persona responsabile a cui fare riferimento. Il popolo è un ammasso di caproni; tutti avran da dire la loro ma quando c’è da mettersi in prima linea stai sicuro che si disperderanno tutti. Meglio dare responsabilità a pochi che si prendano l’onere anche di sbagliare in quanto essere umani. Per questo non è un bene mettere tutto sul web. Che la gente faccia le sue richieste e pure le sue critiche. Sarà l’integrità morale delle persone elette a fare la differenza.
Detto questo passo al Francesco di turno. Altra ventata di novità. E qui son di nuovo dolori. Il papa che piace, il papa buono, ah…perché ci sono anche papa cattivi vero? ammissione di colpa? No, magari! Solo ignorante superficialità. Il papa vicino ai poveri. Ah sì? Quindi si è convinto della necessità di provvedere al fine di combattere la povertà? Ma va……Combattere la povertà significa ben altro che elargire un po’ di carità e di benedizioni. La cosa che più mi spaventa è che piace molto anche tra le frange di tutte quelle persone che di solito se ne fregano di questioni religiose. E questo solo perché ha un modo semplice di parlare, si rapporta con la gente col loro stesso linguaggio, un linguaggio religioso quasi medioevale ma non se ne accorge nessuno. Afferma che chi non prega cristo è il diavolo, (“Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio”), quindi io e tutta la mia famiglia saremmo il diavolo e un diavolo di solito si combatte. Dice che vuole portare la fede sino ai confini del mondo, come un moderno crociato e di non cedere al pessimismo che il diavolo ci offre, e di nuovo menziona il diavolo. Seguendo l’insegnamento di Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, Francesco ci dice di reagire opponendo il sorriso al pessimismo. E’ una forma di evangelizzazione molto molto potente, di sapore medioevale ma molto potente in grado di avvicinare una moltitudine di persone in buona fede ma che diverranno esse stesse strumento del progetto di rinsaldamento del potere della chiesa nei paesi dove sta perdendo forza per poi scatenarli contro coloro che non credono o che credono in altro. La sua collusione, presunta o meno, con la dittatura argentina non mi sorprende affatto. A parte quei preti che vivono per la strada a diretto contatto con i veri problemi quotidiani delle persone, l’alto clero è sempre stato dalla parte dei più forti, meglio se di destra, perché ai comunisti la religione non è mai piaciuta molto, tutt’al più  tollerata per non offendere nessuno. Sono molto preoccupata altro che papa umile!! Sto cazzo…..
Come considerazione finale non posso che concludere che questa ondata di cambiamento ha un che di sospetto. Benché ritenga il m5s in buona fede, lo credo strumento di coloro che finalmente volevano liberarsi della mafia berlusconiana che non corrispondeva più ai loro interessi. Che fine farà il movimento? Che Grillo si impunti è un bene in fondo, ma non farà la differenza se i potenti non saranno d’accordo. E che siano d’accordo non mi pare un buon segno per i soliti poveri cristi.
Quindi, tutto è in gioco. In fondo, anche se poi tutto ritornerà tra i ranghi, è un momento di rinnovamento molto eccitante, un momento storico che può fare la differenza, potrebbe anche togliere un po’ di potere ai soliti, anche se con l’avvento di questo Francesco la vedo dura.
Guarda caso eh? proprio questo papa adesso.
Kamala


giovedì 14 marzo 2013

Ecco a voi il Papa Nero....


Eletto Papa il gesuita Bergoglio. La Compagnia di Gesù agguanta il Soglio di Pietro.
Ora i gesuiti hanno in mano praticamente quasi tutto. Si completa un vero e proprio risiko del fronte gesuita-massonico a livello mondiale. Sono dalla loro parte il nuovo Papa, Obama, Draghi della BCE, il Presidente europeo Van Rompuy, il presidente del Consiglio Italiano Monti, e tanti altri... Nelle loro mani gran parte della finanza internazionale. Centinaia di università e di centri di ricerca.
Il conclave è stato brevissimo. Era già tutto deciso. I gesuiti avevano già sostanzialmente distrutto le altre correnti durante il papato di Ratzinger.
Hanno dato per favorito all’inizio il cardinale Scola, rappresentante del fronte avverso opusdeista. Ma era un gioco di specchi. Ora quella parte è totalmente fuori gioco. Già indebolita da scandali di tutti i tipi e dal caso vatileaks.
Nelle fasi finali del precedente conclave, i 40-50 voti che all’ultimo momento passarono da Bergoglio a Ratzinger, permisero a quest’ultimo di essere eletto, ma produssero un condizionamento fatale sul papato di Benedetto. Fino al vero e proprio golpe. Che noi abbiamo accuratamente seguito e interpretato. (vedi l'articolo http://coscienzeinrete.net/politica/item/1099-golpe-in-vaticano )
Ora la curia vaticana verrà sconvolta. Con la scusa del nuovo e di ripulirla dalla corruzione, un’ombra ancora più scura si allargherà, dittatoriale, sul Vaticano, Fino ad ora gioco di correnti, entrambe corrotte... Ma ora un esercito ben armato dai grandi poteri ha conquistato il Vaticano. E non farà prigionieri.
Ne vedremo gli effetti anche sul quadro politico italiano, dove chi era vicino al vecchio circuito opusdeista, piduista, ciellino, ecc…, vedrà crollare le basi del proprio potere.
E quello che ha preso possesso della cattedra di Pietro questa sera non è un potere che vuole la crescita delle coscienze umane. Ma che in altre forme, rinnovate, vuole comunque mantenere una Chiesa basata sul principio di autorità. Lo farà cavalcando il nuovo, non più la conservazione. E questo creerà grande confusione e tante illusioni. Dietro alle quali ci sarà la regia ferrea di una incredibile alleanza di poteri spirituali, finanziari, politici, uniti in un gruppo di potere mondialista compatto e formidabile.
La beffa è che chi rappresenta questo potere autoritario ha preso il nome di un Santo, Francesco che era proprio il contrario di tutto ciò. 
Mala tempora currunt… Occorrerà una grande vigilanza delle coscienze in un’epoca di crescente manipolazione.
Ma perchè hanno fatto questa incredibile alleanza di potere? Cosa li ha spinti? Una emergenza molto grave per i poteri di manipolazione: la grande onda di crescita dele coscienze, che rischia di occupare i vecchi spazi del potere e di liberare parti crescenti dell'umanità. Una emergenza alla quale rispondono accentrando, verticalizzando e concentrando il potere.
Come potremo ripondere a questo golpe planetario? Semplice: continuando ad alimentare la crescita di coscienze libere. Senza preoccuparsi, serenamente. Il nero si arrocca perchè il bianco sta vincendo nelle coscienze umane. 
Una volta c'era un Papa bianco, a San Pietro, ed un Papa Nero, il capo dei gesuiti. Ora ce ne sono due dello stesso colore...
E il Bianco? Ormai è solamente un problema nostro...


Nessuna immagine di questo pezzo di merda….
Kamala